Ristrutturazione bagno torino

Stili di interior design per il tuo bagno

Stai pensando di rinnovare il tuo bagno? Forse il solo pensiero potrebbe scoraggiarti ma considerala un’opportunità per dar sfogo alle tue inclinazioni.

Richiedi un preventivo gratuito. La nostra interior designer ti aiuterà nella scelta dello stile bagno che più ti affascina!

Quali sono gli stili di interior design più diffusi?

Di seguito alcuni stili di interior design per il bagno tra i più diffusi. Scopri cosa li caratterizza e lasciati ispirare da quello che si adatta maggiormente alla tua personalità ed alle tue inclinazioni.

  • Stile Fattoria. E’ uno stile caratterizzato da pochi accessori e presta molta attenzione a materiali semplici e robusti come il legno. Per ottenere questo stile vengono usati mobili di seconda mano, vasche da bagno freestanding, finiture verniciate, luci e specchi vintage.
  • Stile Contemporaneo, caratterizzato da linee pulite senza ornamenti architettonici come modanature o specchi per il viso sugli armadietti. La pulizia del design si riflette anche nella mancanza di disordine. Si tratta di uno stile che pone l’attenzione su materiali eleganti e sull’illuminazione semplice ed essenziale per creare un’atmosfera raffinata. Acciaio lucido, vetro, ceramica, pietra e marmo, sono i protagonisti di questo stile.
  • Stile Asiatico. Questo stile attinge ovviamente alla tradizione ed al design orientale per creare un ambiente simile ad una Spa. L’illuminazione soffusa, il legno ovunque, il design minimalista, l’uso della pietra naturale e delle piante ornamentali, creano immediatamente un ambiente rilassante, quasi un luogo di meditazione.
  • Stile Tradizionale. Questo stile celebra i materiali classici e il design che hanno resistito alla prova del tempo. Si caratterizza per la presenza di molti dettagli, di un arredo abbondante fatto di armadi e armadietti in legno robusto e ricco di specchi e decorazioni. Altri elementi caratterizzanti  sono le piastrelle, le applique antiche, i colori rilassanti ed i materiali eleganti come il marmo.
  • Stile Industriale. Ami la ruvidità? Questo stile è quello che fa per te. Materiali grezzi e robusti come mattoni, cemento ed acciaio danno vita a questo stile. É sempre più consueto trovare queste finiture nei loft delle grandi città e negli edifici industriali trasformati in condomini. Il bagno in stile industriale è funzionale, robusto ed ha una fortissima personalità.
  • Stile Mediterraneo. Questo stile dona al bagno un look solare, una sensazione di leggerezza e di felicità. Colori vivaci e piastrelle dai motivi intricati e coloratissimi, archi, specchi decorati e metalli bruniti sono solo alcune delle caratteristiche di questo stile molto arioso.

Consigli utili per scegliere il migliore stile bagno

  • Fai attenzione alle dimensioni che hai a disposizione: quando progetti un bagno è fondamentale sapere esattamente di quanto spazio disponi. Il progetto ti aiuterà a capire dove possono essere posizionati elementi essenziali come la vasca, la doccia, il WC ed il lavabo. Devi tenere conto anche della posizione di porte e finestre. Grazie ad una pianificazione accurata, anche un bagno molto piccolo può essere trasformato in uno spazio accogliente e funzionale. Ad esempio, l’installazione di un lavabo sospeso ti aiuterà a risparmiare spazio prezioso sul pavimento. Se gli spazi sono molto ampi puoi creare aree separate dal grande impatto visivo, sia per lui che per lei. Colori, linee, trame ed arredi da bagno giocano tutti un ruolo visivamente importante sulle dimensioni di questo ambiente domestico.
  • La scelta di piastrelle e rivestimenti è delicata: da essi dipende il tono generale che assumerà il tuo bagno. La piccola piastrella bianca in stile metropolitano è semplice da pulire e dona luminosità all’ambiente, ma è un elemento di stile tipico dei bagni industriali. Stesso discorso per le piastrelle grigie o comunque molto scure, che andrebbero inserite in bagni dallo stile industriale. La ceramica liscia puoi trovarla in diverse tonalità, si pulisce altrettanto rapidamente e può adattarsi piuttosto bene ad ogni stile. La pietra dona al bagno un aspetto rustico ma anche estremamente sofisticato, mentre il vetro conferisce un aspetto moderno. Gioca con un cambio di colore delle piastrelle per mettere in evidenza una zona. Ad esempio, potresti usare piastrelle bianche ovunque e definire visivamente l’area della doccia con delle piastrelle colorate. Utilizza lo stesso colore di piastrelle sia a parete sia a pavimento, ma cambia il formato. Puoi usare piastrelle rettangolari per le pareti e quadrate sul pavimento.
  • Scegli il pavimento giusto. Non utilizzare mai piastrelle progettate per le pareti, in quanto non sono adatte. Il gres porcellanato è pratico, resistente e di facile manutenzione. Questo materiale riproduce molto bene l’aspetto della pietra o del legno. Il pavimento in pietra naturale ha un aspetto elegante, senza tempo ed è molto resistente. La gomma è una scelta valida per un bagno utilizzato dai bambini piccoli ed è anche l’ideale in caso di caduta. Il pavimento in PVC di alta qualità è comodo e caldo sotto i piedi. Può assomigliare alla pietra o al legno ed è disponibile in numerose tonalità. I pavimenti in laminato sono di facile manutenzione. Infine il classico parquet in legno conferisce una sensazione di benessere, si sposa bene con lo stile minimalista, ma anche con uno stile del bagno più moderno.
  • Carta da parati. Si trova sempre più spesso in case di lusso e non è affatto obsoleta! Va applicata su una sola parete o sul soffitto per avere un bagno dalla forte personalità e dal forte impatto visivo, oppure su tutte le pareti per avere un look più tradizionale. Se il tema scelto è molto forte: è consigliabile applicarla su una sola parete. Se fosse messa su tutte e quattro le pareti creerebbe una sensazione di oppressione e pesantezza. Deve essere in TNT o, ancora meglio, in fibre di vetro perché impermeabili al 100%.

La carta da parati offre un enorme vantaggio: possiede un grande potere di arredo. Crea uno stile, personalizzando l’ambiente in maniera più forte ed immediata rispetto ai mobili tradizionali da bagno.

  • Focus sulla rubinetteria bagno. Se hai sempre sognato un lavabo con rubinetto a parete, questo è il momento giusto per realizzare il tuo sogno. Rubinetti, mescolatori e miscelatori devono essere scelti in linea con lo stile del lavabo, che è il pezzo principale e più visibile del bagno. Possono essere cromati, satinati, ramati o in bronzo, dalle linee minimal o dal look sofisticato. L’essenziale è che la rubinetteria si coordini perfettamente con lo stile d’arredo del bagno.
  • Pomelli e maniglie possono giocare un ruolo determinante. Se il bagno ha uno stile classico ti consigliamo di visitare qualche negozio di antiquariato oppure di trovare un artigiano che ti realizzi pomelli e maniglie dal design unico.
  • Scelta degli accessori da bagno. Questa scelta è la parte più facile e divertente perché le possibilità sono infinite. Ne puoi trovare di diversi in ogni fascia di prezzo. Vanno scelti tuttavia con grande attenzione, in base allo stile che vorrai dare al bagno. Prediligi linee semplici e lineari, accessori realizzati in vetro, resina e ceramica per i bagni in stile moderno. Scegli linee arrotondate e geometriche, con dettagli in legno o in pietra, se il bagno è realizzato in stile Zen.
pavimenti in resina

Pavimenti in resina: una soluzione hi-tech da scoprire

Negli ultimi anni chi si approccia alla ristrutturazione della casa o alla sostituzione dei rivestimenti prende in considerazione una strada alternativa: la resina.

pavimenti in resina sono una soluzione che coniuga un’estetica contemporanea, con necessità tecniche e pratiche. Si tratta di una scelta valida sia per ambienti di tipo industriale e commerciale sia per quelli residenziali.
Questo materiale normalmente è un composto di leganti sintetici ed inerti speciali ai quali possono aggiungersi alcune varianti in base alla funzione d’uso ed alla destinazione del rivestimento che può essere utilizzato per la pavimentazioneinterna ed esterna, ma anche a muro.

L’utilizzo della resina come rivestimento in contesti residenziali e privati, come le abitazioni, ha una storia piuttosto recente. Prima la resina era utilizzata prevalentemente in ambiti differenti come costruzioni industriali ad alto calpestìo frequentate da molte persone.

Oggi un pavimento resina in un ufficio, in uno showroom ma anche nelle case private rappresenta una scelta originale e stilosa che non ha a che fare solo con la necessità di andare a coprire la precedente pavimentazione, ma anche con la piacevolezza che si ottiene a fine risultato.
La superficie trattata con la resina diventa liscia e senza soluzione di continuità. Un rivestimento moderno molto adatto ad appartamenti e loft, open space dal gusto metropolitano e contemporaneo.

Ora è possibile trovare il rivestimento in resina adatto alla propria casa creando, grazie all’aiuto ed alla consulenza di esperti, una superficie ad hoc, personalizzata nella finitura e nel colore.

L’edilizia moderna si è aperta così al mondo delle resine per pavimenti. Negli ultimi tempi è un’opzione sempre più richiesta.

La resina è un materiale resistente e pratico, ma che si contraddistingue anche per un’estetica ricercata. Si tratta di un pavimento perfetto per ristrutturare casa, in quanto è molto sottile (circa 3-4 mm) e può essere applicato direttamente sull’esistente, dando un aspetto completamente nuovo agli ambienti senza dover rimuovere il pavimento originale.

Pavimento in resina: pro e contro del materiale


La resina è un materiale resistente e per questo duraturo nonostante la superficie venga calpestata e quindi la resina posata sia soggetta a continue sollecitazioni fisiche ma anche chimiche.

La resina ha una storia antica: in passato quelle naturali che si estraevano dalle piante e dagli alberi, venivano utilizzate come potente impermeabilizzante. Per questa ragione spesso viene adottata la resina anche come pavimentazione esterna: non teme l’acqua e nemmeno alti liquidi perché non può assorbirli.

Di conseguenza, anche la pulizia del pavimento in resina risulta molto facile perché la superficie è liscianon ha fughe al contrario delle piastrelle in ceramica o in grès e nemmeno giunture come il parquet. La superficie così come descritta viene definita monolitica perché uniforme.

Altro vantaggio che rende la resina una soluzione ideale per una ristrutturazione a basso impatto senza dover ricorrere alla demolizione è il fatto che la sua posa viene fatta direttamente sul pavimento esistente. Lo strato di resina va a coprire il vecchio pavimento, uniformando la superficie. Resistenza e durata di questo rivestimento a pavimento sono comprovate benché lo strato sia sottile e a spessore ridotto.

La facilità di sovrapposizione permette di rinnovare totalmente l’aspetto ed il look di una stanza o di un’intera abitazione con poca fatica senza dover intervenire sollevando porte interne e infissi esterni come porte finestre.
La resina a pavimento si presta anche in appartamenti che prevedono riscaldamento a pavimento: elastica, sottile e resistente, non rappresenta una barriera ma, al contrario,  favorisce il passaggio del calore. Una caratteristica  di questo materiale è la conducibilità termica.

La posa è rapida ed i costi sono molto competitivi: il risultato è una superficie liscia ed igienica di facile manutenzione.
Per la pulizia è sufficiente ricorrere a prodotti specifici, i quali sono reperibili molto facilmente sul mercato.

Un ultimo aspetto legato alla scelta della resina sta nella sua estrema versatilità: a seconda dell’ambiente, della sua destinazione d’uso e dell’effetto che si vuole ottenere, la resina viene personalizzata non solo per la nuance impiegata ma anche per il finish che caratterizzerà il risultato finale.
La resina per pavimenti interni può essere liscia o ruvidalucidaopacasatinata. Può diventare anche un elemento decorativo a tutti gli effetti.  Basti pensare che dentro la resina possono essere inseriti oggetti provenienti dalla natura, come foglie, pietre, legno, o complementi per dare un aspetto più moderno e personale al locale.

Si possono creare anche effetti molto diversi tra loro, come accade alle pareti quando si decide di riverniciarle. La resina si integra molto bene anche con tanti altri materiali, quindi basta affidarsi all’estro di specialisti.

Pavimenti in resina: quali sono gli svantaggi?

La resina, a fronte di un così ampio spettro di possibilità,  può presentare, come ogni scelta, anche qualche lato negativo. Gli inconvenienti legati a questa tipologia di pavimentazione sono simili a quelli del parquet in legno.

Con il passare del tempo e l’usura, la resina a terra potrebbe creparsi in alcuni punti o piccole rotture.
Si tratta di inestetismi che potrebbero risultare fastidiosi. Si possono però prevenire  e fare una valutazione prima della posa il supporto su cui andrà sovrapposta.

L’accidentale caduta di oggetti nel tempo ed il calpestìo con i tacchi  può causare graffi in superficie. Per questo motivo, molto spesso le zone più soggette a calpestìo, in casa, vengono protette, ad esempio con dei tappeti. Inoltre, quando si decide di posare un pavimento in resina è sempre opportuno valutare il supporto su cui si posa il pavimento, per evitare che nello strato di resina si formino irregolarità.
L’aspetto della resina potrebbe modificarsi con gli anni. Se viene posata una resina che non ha tra le sue caratteristiche la resistenza ai raggi UV, quest’ultima potrebbe virare nel colore e risultare ingiallita rispetto al momento della sua posa.

I raggi UV in alcuni casi possono avere un effetto ingiallente sulla resina e la soluzione generalmente consiste nel provvedere a trattare le pavimentazioni con finiture poliuretaniche, più resistenti. Infine, è possibile che nel caso si bagni, il pavimento diventi scivoloso.

Ovviamente gli svantaggi di cui abbiamo parlato possono essere limitati se si scelgono prodotti di qualità e se ci si affida a professionisti esperti che oltre alla posa in sé accompagnano la scelta ed il cliente già dal sopralluogo e poi nel tempo, al fine di intervenire dove possibile e limitare i danni.

Vuoi dare un aspetto unico ed originale al tuo pavimento? Scopri i vantaggi dei pavimenti in resina e richiedi un preventivo gratuito.

carta da parati

Carta da parati, il rivestimento adatto per mettere in risalto il bagno

Al giorno d’oggi, grazie all’ utilizzo di materiali innovativi, è possibile mettere la carta da parati anche in bagno. Essa è impermeabile, facile da pulire e super resistente. Adatta quindi anche ad un ambiente umido, come il bagno appunto.

Le nuove composizioni plastiche risultano assolutamente resistenti, inattaccabili da muffe e batteri, impermeabili e respingono la condensa, a differenza della tappezzeria tradizionale, la quale risente degli sbalzi termici e del vapore acqueo dovuto all’uso della doccia.

Se la carta da parati vi fa ancora venire in mente la casa della nonna, è bene iniziare a dimenticare l’immagine di pareti ingiallite e dalle tinte floreali consunte. La carta da parati, dopo anni di declino, è tornata decisamente di moda ma con un nuovo look, fresco e rivisitato.

Il merito non è soltanto di texture moderne e variopinte ma anche e soprattutto dell’innovazione tecnica. I nuovi rivestimenti sono più traspirantiresistenti al tempo e agli sbalzi di temperatura, facili da fissare e anche da rimuovere. 

Insomma se siete ancora traumatizzati da pareti difficili da scrostare, non abbiate paura, le nuove carte da parati non sono più quelle di una volta.

Questo ritorno in auge è stato spinto anche e soprattutto dalle aziende produttrici, le quali hanno iniziato negli ultimi anni a proporre nel proprio catalogo anche modelli di carta da parati. 

Carta da parati: tipologie e caratteristiche

  • Carta da parati vinilica. Essa è composta da uno strato di carta o di tessuto-non-tessuto ricoperto da uno in pvc (vinile), il quale la rende impermeabileLavabile, ignifuga, resistente e duratura, si applica con facilità grazie ad un collante speciale a base di poliuretano, il quale vanta ottime caratteristiche di idrorepellenza e fungicida.

Questa tipologia di carta è impermeabile, ma non adatta a pareti a diretto contatto con l’acqua (nella doccia o sulla vasca). Quella con base in tessuto-non-tessuto (TNT) si presenta vellutata al tatto.

  • Carta da parati in fibra di vetro. È la più resistente all’acqua, proprio perché ricavata dal vetro. Una volta fissata al muro con l’apposito collante, si può anche dipingere, come una parete tradizionale. È ignifuga ed inattaccabile da batteri e agenti chimici.

Una fibra di vetro brevettata è  la Wet System™ di [Wall&Decò]. Essa impedisce il passaggio di acqua nello strato sottostante, garantendo l’impermeabilizzazione delle superfici trattate. È composta da 4 strati: un primo isolante da applicare tra parete e fibra di vetro, un secondo adesivo che serve per incollare la fibra di vetro, un terzo decorativo (la carta da parati vera e propria) ed un quarto ed ultimo strato detto ‘di finitura’, il quale rende il rivestimento finale resistente all’acqua ed impermeabilizza lo strato sottostante.

Quali sono gli elementi da tener conto prima di scegliere la carta da parati bagno?

  • Il bagno deve essere adeguatamente ventilato: se non ha una finestra, deve esserci almeno un aeratore.
  • Le fantasie ed i motivi proposti sono davvero tanti: si può scegliere una carta da parati con decori di animali o con motivi floreali per ricreare un bagno elegante e classico, ma se preferite lo stile moderno optate per motivi astratti, dai netti contrasti cromatici o a righe multicolore.
  • Se il bagno in questione è piccolo, optate per carte color pastello o fantasia, con micro-disegni, per non rimpicciolire visivamente la stanza.
  • E’ possibile anche combinare la carta da parati con porzioni di muro dipinte o con altri materiali come legno o piastrelle. Otterrete un piacevolissimo gioco cromatico.

Carta da parati in bagno: posa e manutenzione

Il muro su cui va posata la carta da parati deve essere assolutamente pulito ed asciutto.

Se ci sono fenditure o buchi, occorre stuccare e levigare bene la parete, con una carta vetrata a grana media.

Si può applicare la carta da parati sopra le piastrelle vecchie, ma prima bisogna preparare un fondo rasante, cioè un componente che crei una superficie liscia.

La manutenzione della carta da parati va fatta con attenzione e cura, perché si tratta pur sempre di un materiale cartaceo.

Si consiglia di passare la carta da parati, con cadenza regolare, con l’aspirapolvere o una spazzola a setole morbide. E’ possibile togliere piccole macchie passando con una spugna o un panno umido e un detergente neutro, strofinando delicatamente sulla carta da parati.

Essa resiste sì ai graffi ed allo strofinìo, ma si consiglia di non usare troppa forza, per non lasciare segni. Non utilizzare prodotti aggressivi ed abrasivi: i granuli possono graffiare e rovinare il rivestimento della tappezzeria in modo permanente.


I vantaggi della carta da parati in bagno

  • Rispetto ai disagevoli e costosi lavori di posa o sostituzione delle piastrelle, la carta da parati potrebbe apparire una benedizione! 
  • Se si ha un po’ di manualità è possibile applicarla autonomamente, affidandosi al fai da te, ma anche nel caso in cui si preferisca affidarsi a mani esperte, ed è una scelta preferibile, il tempo necessario per la posa e il disagio dei lavori in casa sono considerevolmente ridotti rispetto al classico rivestimento edilizio. 
  • La carta da parati per il bagno non comporta grandi interventi e quindi è possibile nel corso degli anni dare un aspetto diverso alla propria stanza. 
  • Per dare un tocco di novità e freschezza al bagno potrebbe non essere indispensabile cambiare mobilio e sanitari se  si può agire facilmente sulle pareti.
  • Decidere di rivestire le pareti del bagno con della carta da parati non significa necessariamente rinunciare alle piastrelle. La tappezzeria nasce proprio con l’idea di abbellire l’ambiente e quindi la carta da parati in bagno può essere quell’elemento scenografico in più che dà personalità, raffinatezza o vivacità all’ambiente. Basta saperlo abbinare con gusto in base al contesto.

La carta da parati è  particolarmente indicata in caso di bagni piccoli o dalle forme particolari. Giocando con texture e colore è possibile dare profondità alla stanza o contribuire a farla sembrare più ampia.

Vuoi rinnovare il bagno risparmiando, senza rimuovere il rivestimento ceramico esistente? Hai dovuto cambiare la vasca e non riesci più a trovare la continuazione del vecchio rivestimento ceramico?

Risolvi il problema con una carta da parati ‘a prova d’acqua’, per dare vita ad una parete decorativa, elegante ed inusuale! Richiedi un preventivo gratuito.

sanitari (showroom Iri Edile)

Guida pratica alla scelta dei giusti sanitari: dalla tipologia alle misure

Il bagno, tra i vari ambienti di un appartamento, è quello in cima alle priorità di chi ha appena acquistato una casa, quello su cui si concentrano maggiormente gli interventi di ristrutturazione dei nuovi proprietari. Questo perchè il bagno non è più un semplice spazio di servizio, ma un luogo di benessere in cui trascorriamo dai 30 ai 60 minuti al giorno, magari in compagnia dei device mobili.

Nell’azione generale di una ristrutturazione edile sia un appartamento sia di una villa, la ristrutturazione bagno riveste una particolare importanza.

Secondo i vigenti Regolamenti Edilizi, ogni unità immobiliare adibita ad abitazione deve disporre di almeno un bagno completo di doccia o vasca, tazza wc, lavandino e bidet. Ma come scegliere i sanitari giusti?

Consigli utili su come scegliere i sanitari giusti

Esistono tre tipologie di sanitari bagno:

  • Sanitari bagno sospesi: sono i più leggeri ma anche i più pratici perché, essendo liberi nella parte inferiore, possono essere puliti facilmente. Vengono fissati alla parete di appoggio mediante apposite staffe in acciaio tassellate al muro. E’ fondamentale che siano fissate adeguatamente, poiché su di essere grava il peso dell’intero elemento. Questa tipologia di sanitari sono installabili solo nel caso di scarico a parete e non a terra.
  • Sanitari da appoggio a terra: sono i classici elementi da bagno, presentano una base che li collega allo scarico a terra nel pavimento, qualora così sia predisposto l’impianto. Possono essere addossati alla parete o collegati ad essa mediante una tubatura a vista. In questa tipologia di sanitari rientrano la maggior parte dei sanitari economici.
  • Sanitari bagno filo muro: si adattano a qualsiasi posizione dello scarico e rappresentano il giusto compromesso tra i design dei sanitari sospesi e l’ingombro di quelli standard da appoggio.

Nella scelta del wc e del bidet le dimensioni sono vincolanti, almeno quanto lo è stile. Sempre realizzati in ceramica, sono preferiti soprattutto nel classico bianco, vero passepartout.

L’importanza della misura nella scelta dei sanitari

Sia per la versione dei sanitari filo muro a pavimento che per la versione da terra le misura sono fondamentali. La misura standard rispetta le seguenti caratteristiche: L 36 X P 55 X H 40 cm.

Anche nella versione da terra, wc e bidet sono proposti soprattutto filo muro (back to wall), perché garantiscono un’estetica migliore, nascondendo l’attacco agli impianti. E se questi sono datati, con tubi molto sporgenti dal muro, ci sono sanitari “specifici”, ovvero molto cavi nella parte posteriore.

Visivamente leggeri, facilitano la pulizia e permettono di apprezzare appieno una pavimentazione decorata: ecco i plus dei sanitari sospesi, versatili anche dal punto di vista estetico.

Gli shower toilet, ovvero il WC più Bidet, due in uno, sono una soluzione salva spazio e di grande comfort per tutti. Il costo elevato, dovuto alla tecnologia sofisticata e qualche pregiudizio persistente pongono il freno alla diffusione di questi modelli. Eppure molti Regolamenti edilizi li prevedono quale alternativa ai sanitari in coppia, obbligatori almeno in un bagno in ogni casa. Richiedono anche una presa elettrica.

La loro installazione è perfetta in bagni di piccole dimensioni, in cui è difficile inserire tutti i sanitari. Inoltre sono forniti di tecnologia sempre in evoluzione che garantisce pressione e temperatura dell’acqua regolabili, nonchè un valido sistema igienizzante ed antibatterico.

La posizione dei sanitari: qual è lo schema da seguire?

La posizione dei sanitari all’interno della stanza risponde a criteri consolidati di buona progettazione, messi a punto per garantire il comfort. In un bagno difficile, però, sono ammesse eccezioni.

Di solito vaso e bidet sono affiancati. Si tratta di una sistemazione decisamente pratica e confortevole ma anche gradevole esteticamente. Convenzionalmente servono 120 cm, misure a cui idraulici ed installatori si attengono nella maggioranza dei casi. Ogni variazione, dunque, va comunicata per tempo.

E’ meno usuale, invece, posizionare i due sanitari uno di fronte all’ altro anche se, talvolta, è l’unica possibilità: in tal caso, si devono calcolare almeno 60 cm di spazio tra i due. Questa stessa misura è il minimo da lasciare sempre di fronte ai due elementi, anche quando sono allineati.

Per quanto riguarda l’altezza, invece, un po’ di attenzione va posta all’installazione dei modelli sospesi anche se, per questo aspetto, i professionisti si muovono in autonomia: si tenga conto che la seduta deve essere a circa 40 cm da terra (47 cm per anziani e disabili).

Per garantire massima sicurezza d’uso e praticità alle persone con difficoltà motoria, basta rispettare le semplici regole previste dalla normativa di riferimento (legge 13/1989 e Dm 14/6/1989 n°236) per la progettazione degli spazi domestici. Per quanto riguarda il wc, vanno previste barre di sicurezza (per esempio una fissa ed una ribaltabile) su entrambi i lati.

Sanitari in versione compatta: meno spazio e più comodità

Un bagno di piccole dimensioni è in genere un secondo bagno che deve avere una superficie minima fissata dal regolamento del proprio Comune. Per arredarlo servono elementi compatti ma sempre confortevoli.

I sanitari sono preferibili di tipo sospeso, visivamente di impatto meno ingombrante. Per ridurre gli ingombri si può optare, ad esempio, per un modello vado e bidet integrato, tutto in un unico elemento.

I lavabi vanno preferiti di profondità ridotta (di 25-35 cm), con rubinetteria a parete oppure laterale e con bordi sottili.

La doccia va scelta di tipo angolare, con il piatto curvato semicircolare oppure con la base quadrata che abbia il lato di almeno 70 cm. Ma attenzione, con porte pieghevoli a soffietto o scorrevoli.

Per chi non vuole rinunciare alla vasca, ci sono modelli lunghi 120/150 cm, anche con forme sagomate.

Lo spazio va organizzato al centimetro. Quindi meglio utilizzare la superficie in verticale con colonne accessoriate, mensole ma anche la zona lavabo con ripiani o un mobile integrato. Uno specchio contenitore è un elemento importante che aggiunge funzionalità.

Per far sembrare il bagno più grande vanno preferiti i colori chiari, più luminosi ma con contrasti che enfatizzino i volumi. Altrimenti l’insieme risulterà monotono.

Le superfici lucide e riflettenti, come quelle smaltate, aiutano ad ampliare: utilizzare piastrelle di piccole dimensioni oppure di più formati diversi mixati, per dare dinamicità alla parete.

Hai intenzione di ristrutturare il tuo bagno cambiando completamente stile? Scopri prima di tutto quali sono le tempistiche per una ristrutturazione bagno.

box doccia

Docce: i nuovi box regalano soluzioni flessibili

Sono tante le soluzioni possibili per la zona doccia, da scegliere in base a due criteri: le dimensioni complessive del bagno e lo spazio che le si vuole dedicare.

La zona doccia si compone di diversi elementi, spesso da abbinare e comporre a piacere: piatto, pareti e porta in vetro, rubinetteria e soffione, doccetta o colonna completa. Le variabili sono tante, sia per materiali e finiture, sia per dimensioni e caratteristiche. E consentono pertanto di ottenere soluzioni molto personalizzate.

In aiuto nella scelta, 3 utili consigli:

  • Soprattutto in caso di ristrutturazione, la posizione dello scarico è importante perchè, se la si vuole spostare, sarà necessario rifare l’intero impianto.
  • Va poi deciso l’ingombro del box doccia, la forma e le dimensioni del piatto.
  • L’altezza è in genere di 195-205 cm, mentre larghezza e profondità variano e, spesso, possono anche essere su misura.

Le finiture sono dettagli che impreziosiscono il box doccia trasformandolo in una cabina di bellezza e di relax ad alto contenuto di tecnologia e di design. In questo caso, i profili sono disponibili in due versioni, Alublack o argento lucido, mentre il vetro in sei varianti, tra cui il trasparente, il satinato ed il serigrafato.

Box doccia: le possibili configurazioni

In base alle tipologie di installazione, di spazio a disposizione e di pianta del bagno, si possono avere diversi tipi di docce:

  • ad angolo tra due pareti, lineari oppure stondate e con due lati vetrati: sono le più comuni, adatte per quasi tutte le situazioni;
  • in nicchia, sfruttano un vano in muratura delimitato da due pareti, che viene chiuso con ante in vetro di vari tipi ;
  • su un’unica parete e con tre lati vetrati, di cui almeno uno fisso per garantire stabilità;
  • walk-in, con il lato corto aperto, senza porta di chiusura e con quello lungo con parete paraspruzzi;
  • passante, totalmente accessibile, spesso con piatto a filo pavimento, lungo almeno 100 cm.
  • la scelta delle ante in vetro, il tipo di chiusura e le pareti è influenzata dallo spazio a disposizione. L’anta a battente ne richiede di più, meno se l’apertura è verso l’interno. In alternativa, si possono scegliere quelle a libro.
  • Le ante scorrevoli sono pratiche perchè si sovrappongono, però sono più adatte per un modello ad almeno due pareti, per potervi accedere agilmente.
  • Le colonne sono soluzioni che comprendono rubinetteria, soffione e doccetta. Hanno il vantaggio di occupare poco spazio e contemporaneamente offrire diverse funzioni. Spesso sono dotate anche di getti massaggianti. Il soffione emette un getto a pioggia ma può anche avere la cascata. La doccetta è adatta per un lavaggio puntuale. La rubinetteria, se termostatica, mantiene la temperatura dell’acqua costante, con risparmio sui consumi. Per l’installazione non è necessario modificare gli attacchi dell’impianto perchè bastano quelli esistenti, con la colonna fissata a parete.

Cabina multifunzione: una soluzione ideale e completa di tutti gli accessori

La cabina multifunzione comprende tutti gli elementi della doccia, dal piatto alle pareti, alla rubinetteria, fino al soffione. Ma rispetto al box doccia più attrezzato, è dotato anche di un tettuccio funzionale, il quale può avere anche cromoterapia con LED distribuiti sul tetto, bagno turco a vapore con aromaterapia, doccia scozzese e display digitale.

I box doccia pre-assemblati, pronti per essere installati, richiedono allacciamento alla rete idrica ma, spesso, anche a quella elettrica. Possono essere dotati di diverse funzioni, come getti massaggianti per diverse parti del corpo, cascata cervicale, bagno turco, cromoterapia e persino aromaterapia.

Le dotazioni partono sempre da una versione base, a cui si possono aggiungere optional, a richiesta. Il vantaggio di questa soluzione è offrire, in uno spazio contenuto, più funzioni performanti insieme: una vera mini beauty farm in casa.

Le ante del box doccia devono essere belle e sicure. Vetro e cristallo (contiene ossido di piombo che ne aumenta densità e brillantezza) temperati sono i materiali più utilizzati. Il trattamento termico a cui sono sottoposti (la tempra, che consiste nel raffreddamento rapido del materiale dopo averlo portato vicino a temperature di fusione), ne aumenta la resistenza. In caso di rottura si rompono in minuscoli frammenti non taglienti, quindi sono sicuri.

Sia vetro sia cristallo possono avere trattamento anticalcare, il quale impedisce alle gocce d’acqua di depositarsi sulla superficie, facilitandone la pulizia.

Le finiture delle ante possono essere diverse. Mentre lo spessore è di almeno 6-8 mm.

Nel caso in cui in casa vive un anziano o un portatore di disabilità, il bagno deve essere accessibile. Ed è fondamentale seguire i dettami della legge 13 del 9/1/1989 e successivi regolamenti applicativi.

La doccia è uno dei punti critici: il piatto a filo pavimento è l’ideale perchè non crea ostacoli nell’accesso, con superficie antiscivolo; indispensabile una seduta ribaltabile, da chiudere quando non serve ed almeno un maniglione che dia sostegno. La doccetta montata a saliscendi ne rende l’utilizzo più pratico. Le ante sdoppiate rendono poi più agevole l’assistenza durante la doccia.

Il soffione rende la doccia un momento di puro benessere

Rotondo o rettangolare, il soffione va scelto sempre con dimensioni proporzionate alla grandezza del box doccia.

E’ l’elemento terminale dell’impianto idrico in doccia da cui fuoriesce l’acqua. Può essere installato a parete, in genere con un braccio sporgente oppure a soffitto, ad incasso o fissato ad un braccio.

L’aspetto fondamentale da considerare è di tipo impiantistico, per l’attacco dell’acqua: a parete è più semplice, si posiziona a circa 200 cm dal piatto doccia e dalla posizione attacco, si installa la tubatura a parete (poi nascosta dal rivestimento) che porta l’acqua al soffione.

Il montaggio a soffitto è più complesso, sempre per la necessità di portare l’acqua. In questo caso, può essere necessario realizzare un apposito controsoffitto per creare un vano tecnico in cui alloggiare i componenti ed in cui montare ad incasso il soffione.

Esistono diverse tipologie di soffione doccia:

  • a forma sferica, caratterizzata da due tagli: il primo consente di nascondere tutti gli elementi tecnici ed il secondo modella la superficie di emissione dell’acqua.
  • con illuminazione a led: è autoalimentato, poichè sfrutta il flusso dell’acqua per creare energia (cromoterapia). Irradia luci diverse in base alla temperatura dell’acqua: blu, verde, rosso o bianco.
  • con 3 tipi di getti: l’avvolgente PowderRain, il concentrato IntensePowderRain ed il rivitalizzante RainStream. Questa tipologia di soffione doccia si può inclinare a 10° e 30°, direzionando il getto.
  • a parete: la cascata dà una sferzata di energia mentre il getto a pioggia rilassa.

Piatto doccia: dalla ceramica a materiali ad alta tecnologia

Il piatto doccia può essere di diverse forme: quadrata, rettangolare, semicircolare, in una gamma di dimensioni, spesso anche su misura.

Se il bagno va ristrutturato bisogna subito stabilire dove collocare il piatto, per scegliere dimensioni e formato. Mentre se si deve sostituire una vasca, posizione ed ingombri sono più vincolati.

Il modello classico di piatto doccia è da appoggio, adatto in caso di problemi di scarico, perchè è più alto rispetto al pavimento e crea un gradino che facilita il deflusso dell’acqua.

Il piatto ad incasso è parzialmente inserito nel massetto del pavimento, quindi sporge con un bordo sottile.

Il piatto a filo pavimento è a livello e senza elementi sporgenti: scelta obbligata per rendere il bagno accessibile a disabili ed anziani. Il bordo regolare consente una facile posa delle chiusure doccia senza profilo.

Questa tipologia di piatto viene spesso preferita per la sua indubbia praticità e le linee contemporanee e minimal. Per il massimo comfort, è importante che vi sia un sistema che permetta all’acqua di defluire correttamente senza ristagni. Esistono kit costituiti da membrane impermeabilizzanti, pannelli “pendenziati” per il piatto doccia e canaline di scolo. Queste ultime sono disponibili sia per lo scarico centrale sia per quello laterale, anche con sifone orientabile per collegarne due o più.

Hai intenzione di ristrutturare il tuo bagno? Richiedi un preventivo gratuito ed avrai tutte le info necessarie.

Ristrutturazione bagno Torino: la soluzione che fa per te!

Il bagno: da stanza funzionale e secondaria della casa a tempio del relax e della bellezza in cui rigenerare corpo e mente

Quando si decide di procedere con una ristrutturazione bagno bisogna agire con cautela e stile!

Si tratta di una scelta molto importante che deve tenere in considerazione tanti fattori differenti ed essere sostenuta da un progetto ben definito e ben organizzato affidandosi a ditte specializzate, come Iri Edile Ristrutturazioni a Torino.

Quali sono le tempistiche per una ristrutturazione bagno?

Non esistono tempistiche standard per la ristrutturazione di un bagno. Ogni intervento richiede più o meno tempo a seconda dei lavori di cui la stanza da bagno necessita.
Nel restyling di un bagno non troppo datato, la ditta specializzata potrà impiegare dai 2 ai 5 giorni. Se invece il bagno presenta delle perdite o rende fondamentale la sostituzione di componenti importanti come l’impianto idraulico, allora i lavori potranno durare anche 6 o 7 giorni.

Di media, per la ristrutturazione bagno le tempistiche non superano quasi mai i 7 giorni.

La ristrutturazione del bagno, tra i diversi lavori in casa, è quella che certamente reca più disagi a chi ci vive, passando per alcune fasi delicate che ne impediscono l’utilizzo.

Non poter usare il bagno è un grande problema. Ed è proprio per questo motivo che noi di Iri Edile Ristrutturazioni, ditta specializzata nella ristrutturazione bagno Torino, organizziamo le diverse fasi di intervento cercando di ridurre al minimo l’impatto che questo può avere sulle persone che vivono in casa.

Quali sono le fasi della ristrutturazione bagno?

Quando la ristrutturazione del bagno richiede un rinnovo completo, i tempi si allungano ed i lavori sono svolti in più fasi.

  1. Pavimento e massetto
    La prima fase consiste nell’asportazione del pavimento e smantellamento del massetto, al fine di raggiungere le tubature nascoste.
  2. Impianto idraulico
    Successivamente, si procede alla sostituzione dell’impianto idraulico preesistente con soluzioni più moderne, come gli attuali tubi di scarico in PVC o polietilene,tenendo conto delle rispettive caratteristiche e degli attacchi dei sanitari che andranno poi installati.
  3. Impianto elettrico e pareti
    Se l’impianto elettrico non necessita di sostituzione o interventi, si passa alla ristrutturazione delle pareti e dell’intonaco, provvedendo a sistemare dovutamente le piastrelle qualora siano state scelte per dare nuovo stile al bagno in ristrutturazione.
  4. Posa dei nuovi pavimenti e sanitari
    Segue poi la posa del massetto e dei pavimenti, una fase che non permette di utilizzare il bagno, e soltanto dopo si potrà proseguire con l’installazione dei nuovi sanitari e della rubinetteria scelta.
  5. Tinteggiatura finale
    Infine una rinfrescata alle pareti darà una nuova tinta al bagno e vi darà davvero l’impressione di entrare in un bagno nuovo!

Quando si è pronti per la ristrutturazione bagno, la prima cosa alla quale pensare è lo stile generale che caratterizzerà il vostro tempio di bellezza.

Ristrutturare il bagno significa infatti anche rendere la vostra salle d’eau in armonia con la casa e con la vostra personalità.

Quali sono gli stili che caratterizzano una ristrutturazione bagno?Tipologia bagno Torino

  • Stile moderno: il bagno è un po’ datato e necessita di lavori di ristrutturazione? Cogli l’occasione ristrutturando il bagno con uno stile moderno ed al passo con i tempi.

Via libera ad acciaio cromato, vetro e policarbonato trasparente. Ed, ovviamente, in questi casi, non può mancare un impianto idrico di ultimissima generazione e sanitari sospesi dal design contemporaneo;

  • Stile classico: una grande vasca da appoggio con piedini in rame o un’ampia doccia con parete in cristallo e pomelli d’ottone, qualunque siano le vostre abitudini di toilette, la ristrutturazione di un bagno classico ha un fascino autentico fatto di mobili e complementi d’arredo dall’eleganza intramontabile.
  • Stile provenzale: al fine di ristrutturare il bagno con un occhio tutto al femminile, un tocco di Francia è quello che vi vuole! Sanitari classici dalle linee un po’ retrò, resina da posa con sfumature delicate che dal grigio sembrano quasi tendere al rosa antico. Infine accessori e mobili in legno bianco decapato dal sapore un po’ shabby chic e un po’ romantico.

Ristrutturare il bagno diventa così un’occasione per creare un’ ambiente rilassante, che parli di voi e della vostra personalità usufruendo anche delle agevolazioni fiscali dovute.

Il bonus casa per la ristrutturazione bagno

La Legge di Bilancio, anche per il 2020,  ha rinnovato il cosiddetto “Bonus casa”, confermando importanti agevolazioni fiscali per coloro che effettuano interventi di miglioria sul proprio immobile.
Gli incentivi previsti per i lavori sono molteplici: dalla proroga del bonus ristrutturazioni e mobili, fino al nuovo bonus verde, cioè la detrazione del 36% di spesa per la cura di giardini e terrazzi privati.

Per il 2020 il “bonus casa” prevede una detrazione fiscale del 50% per le spese sostenute entro il limite di 96.000 euro di spesa.
Tra gli interventi ammessi ci sono quelli relativi alla “manutenzione straordinaria degli immobili”, tra i quali rientra anche la “realizzazione ed il miglioramento dei servizi igienici”, ovvero la creazione o ristrutturazione bagno.
Ciò significa che se l’intervento di ristrutturazione bagno è finalizzato ad una miglioria generale (ad esempio rifacimento degli scarichi), si potranno detrarre tutte le spese di ristrutturazione ed acquisto di elementi quali sanitari, box doccia, pavimenti, rivestimenti ed arredo bagno, avendo la possibilità di detrarre il 50% di spesa.

Per maggiori informazioni sul bonus ristrutturazione e sulle tipologie di detrazioni fiscali 2020 che esistono visita la pagina dedicata alle agevolazioni e detrazioni fiscali 2020. 

Aggiornamenti: bonus ristrutturazione bagno 2020

I lavori che sono ammessi a godere delle agevolazioni fiscali, come indicato dal Decreto Ristrutturazioni, sono i seguenti:

  • interventi di manutenzione straordinaria delle singole unità immobiliari;
  • manutenzione ordinaria delle parti comuni di edifici residenziali;
  • interventi di rimozione delle barriere architettoniche, solo per ascensori e montacarichi. La realizzazione di bagni per disabili rientrano in questa categoria solo se vengono eseguite opere murarie o modificati gli impianti.
  • ricostruzione nelle zone soggette a calamità naturali (terremoti, alluvioni) purché sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

Con riferimento alla materia specifica del bagno, si possono portare in detrazione i lavori che riguardano:

  • opere di rinnovamento
  • messa a norma
  • rifacimento dell’impianto idrico-sanitario.

Le categorie di lavori indicate rivestono il carattere della manutenzione straordinaria.

I lavori di semplice sostituzione dei sanitari non sono ammessi alla detrazione in quanto si tratta di manutenzione ordinaria che non apporta alcun miglioramento, se non dal punto di vista puramente estetico.

Se la sostituzione dei sanitari rientra nell’ambito di interventi di rinnovamento degli impianti, le spese sostenute possono rientrare nell’ammontare delle spese detraibili.

L’agevolazione fiscale concessa a chi effettua lavori di ristrutturazione del bagno consiste nella detrazione IRPEF del 50% del costo sostenuto fino ad un massimo di €96.000 di importo totale. Si può detrarre nella dichiarazione dei redditi fino ad un massimo di €48.000 (50% di 96.000). La detrazione viene suddivisa in 10 rate annuali di pari importo.

Per chiarire meglio le idee, ecco un esempio. Se la spesa complessivamente sostenuta per rifare il bagno è pari a €8000, avrete ogni anno in detrazione €400 per 10 anni (€4000 è pari al 50% del totale speso, ovvero €8000).

La detrazione consiste in un rimborso, al momento della dichiarazione dei redditi, di quanto avete versato allo Stato per l’IRPEF.

Sei di Torino ed hai in mente di ristrutturare il tuo bagno, affidati alla nostra ditta specializzata. Un team esperto si prenderà cura del tuo bagno realizzandolo secondo le tue aspettative!

*Articolo aggiornato il 03/08/2020